Marcatura a Scalare

Nota

Questa tecnica è stata descritta da Pannoverde, che l'ha postata sul OldSubbuteo Club Longobardo.

Questa tecnica anche detta bilancino sta alla difesa come la sovrapposizione sta all'attacco. Esiste in particolare una situazione critica dove a volte, non sempre, è effettivo applicarla, cioè quando l'avversario ci punta con due miniature su di un lato dell'area di tiro e noi ne abbiamo una sola a contrastarlo nelle vicinanze.

Premesso che il blocco a 1 mm dalla palla nella direzione dell'asse miniatura attaccante-centro palla è sempre la cosa più effettiva, in questa situazione il rischio è di essere presi in mezzo con dei colpi di taglio. Ovvero se vado con il marcatore sulla palla e non sono un big e non la metto a 1 o 2 mm come sopra, lui me la spizza e si inserisce spesso con un tiro pulito con l'altra miniatura. Similarmente, se marco uno dei due giocatori, il secondo (o anche un terzo) possono costruire un'entrata abbastanza agevole, magari (peggio) con un po' di velocità. Se ci fate caso giocatore forte-giocatore medio il 75% dei gol escono fuori così.

Che fare? Appunto scalare la marcatura.

Non è una mossa o una tattica diciamo così risolutiva, ma può ben portare ad evitare il peggio, magari approfittando poi di un'imprecisione dell'attaccante o salvando in angolo o laterale per poi "chiamare" i rinforzi e tentare di riguadagnare il possesso palla.

Dunque, al nocciolo. La sostanza è che sulla prima mossa la miniatura difensiva più vicina ai due che attaccano ha due opzioni:

  1. si muove poco per copire un po' la palla o lo spazio;
  2. sta ferma e se ne muove un'altra.

Generalmente prima o dopo, ovvero dopo la prima o seconda mossa dell'attaccante in questo consiste la marcatura a scalare: si fa il bilancino, cioè si fa' passare una miniatura della barriera (quasi sempre la terz'ultima cominciando a contare da quella che rimane ferma o si muove poco alla prima mossa) dietro a quella che abbiamo lasciato a guardia della situazione pericolosa.

Che succede a questo punto in molti casi?

Ebbene, consideriamo che abbiamo mosso la terz'ultima interna alla barriera per esempio contando da sinistra. Quella che abbiamo lasciato a guardia, la più esterna, e la sua compagna più vicina formano un mini-muro, una mini-barriera che non è facile anche per giocatori molto abili superare di primo acchitto se gli spazi tra le miniature sono stretti, cioè se non ci sono buchi dove infilarsi. La nostra terz'ultima miniatura è invece diventata, appena più dietro la più esterna, un po' un libero che va a chiudere, e questo crea una barriera laterale un po' curva verso la linea di fondo ma che ha comunque il pregio come nel calcio di mandare l'attaccante verso la fascia. Infatti, se aggancia e si gira verso l'interno per puntare il buco aperto dal movimento della terz'ultima che abbiamo fatto scalare per coprire, possiamo sempre (senza fare cappellate) ritappare quel buco con una mossa, o della stessa, o di un'altra miniatura della barriera e costringere l'attaccante a passare un po' indietro per poi reimpostare in avanti. Se invece lui va sulla fascia, dovremmo avere per lo meno 1 miniatura difensiva per ciascuna attaccante. In questa situazione un giocatore di media abilità, cioè che non fa' strafalcioni con le mosse difensive anche se non fa miracoli, può costringere anche uno più forte per lo meno a un tiro coperto con miniatura difensiva davanti allla palla e dunque riducendo spesso di molto la probabilità di subire la rete.